Il Nostro Cielo

Fino da bambini, nelle nostre discese o salite a Torrita, o nel nostro girovagare camminando, abbiamo avuto sopra le nostre teste lo splendore della via Lattea stagliata in mezzo a quel cielo amato, magari accompagnati a terra dalle lucciole ormai quasi sparite.

Per tanti può essere stata un’abitudine, come per dire “si va be’, è sempre quello”. Invece no, ogni voltà era uno spettacolo che aveva qualcosa di speciale dalla volta precedente, ed oggi è la stessa identica cosa, e di anni ne sono passati.

Poi arriva un gruppo di ragazzi a Colle, insieme a Mario e Tea, e rimangono affascinati da quello spettacolo.

Uno di loro è un appassionato di fotografia, e pensa di realizzare un qualcosa di particolare, creando un effetto speciale con dei giochi di luce.

Grazie Simone Cerulli, grazie per il tuo omaggio, per la tua creatività e per la disponibilità.

Grazie di cuore, si con il cuore che ci hai fatto battere un po’ più veloce.

Colle - Via Lattea
Foto di Simone Cerulli

Il senso della Vita

Il senso della Vita – Grazie a Francesco Patacchiola per questa stupenda foto.

La inserisco qui e sarebbe bello leggere molti commenti

Il senso della vita

La vita è un vaso invisibile e tu sei ciò che vi getti dentro.

Getta invidia, insoddisfazione, cattiveria e traboccherà ansia.

Getta gentilezza, empatia e amore e traboccherà serenità.

 

The sense of life

Thanks to Francesco Patacchiola for this wonderful picture.

I post it here and it would be nice to read a lot of comments

Poesie – Scritte da noi

Poesie – Scritte da noi – Girando in mezzo ai miei Hard disk, ho ritrovato queste cose scritte da noi un po di tempo fa, credo che visti i contenuti siano sempre attuali e debbano stare qui

LA FESTA DE NOANTRI A COLLEGENTILESCO
Ma chi ce crederebbe che ‘n paesello
e quattro gatti come er nostro Colle
t’organizza ogni anno sur più bello
na festa che ne parlano le folle.

A coppie te poi fa ‘na briscolata
oppure poi pesca’ fra tante cose;
li ragazzini c’avranno ‘na giornata
che s’aricorderanno co’ le spose.

Se sei forte co l’indovinelli
giochi de penna e te fai er quizzone,
ce giocano li brutti co li belli
giovani e vecchi nella confusione.

Poi c’è Trieste…come t’ha ‘ncontrato
t’appioppa li bijetti e nun te molla
e nun fa’ er vago, tanto t’ha puntato
te marca stretto peggio de la colla.

Ma la cosa più bona de ‘sta festa so’
le ciambelle; l’avete già assaggiate?
Eccezzionali, dorci, calle calle,
da quello zuccheretto circondate.

‘Nzomma, è bello quanno tutti l’anni
Se famo ‘na magnata in allegria,
scordanno pe’ ‘na vorta musi e affanni
cor vino bono e bona compagnia.

Venitelo a vedé ‘sto paesetto
Quattro case, ‘na piazza e du’ cristiani
ma è ‘n gioiello da tenesse stretto
lo sanno bene tutti ‘sti romani.

di Carla Ceccaroni

SEMPRE ARRIVANDO….

Sempre arrivando
si mostra, all’improvviso,
ai tuoi occhi il paese
e a destra i monti
che fino a poco prima non vedevi.

E quel leone…
sempre accovacciato,
un poco sonnolento,
un po’ annoiato

E l’aria…
quell’aria che la senti
diversa, fresca, pura come ieri
che ti entra nelle vene
e placa
tutti gli affanni
e tutti i tuoi pensieri.

E la salita…
che ti fa come correre e anelare
a quella piazza antica.

E appena arrivi
cerchi facce note,
almeno una
che ti sembri amica,
qualcuno che
anche se non ti aspettava
ti guarda e sa chi sei
…e non è poco

Arrivi carico
di valigie e ricordi.
Pronto li posi a terra
e guardi intorno.

E ogni volta
un po’ di te è cambiato
e un po’ di tutto quello
che ora vedi

E poi, subito,
appena sei arrivato
già ti prendono
noia e nostalgia
e ti sembrano mesi
che stai lì
e quasi già vorresti
andare via.

di Carla Ceccaroni

OMAGGIO A COLLE…

Nei miei ricordi…

Una manciata di case arroccate su un colle assolato e improbabile, tutte riunite come a fare salotto intorno a quell’unica piazza…questo è Collegentilesco, il paese al quale da anni ritorno ogni estate, anche se per poco e sempre con un vago senso di nostalgia.
Ogni volta mi prendono tanti ricordi…
Ricordo quando la “costarella” non era ancora asfaltata e uno dei nostri giochi preferiti era quello di salire, dopo l’atteso invito di Armando, su una “traia” o un carro pieno di balle di fieno.
Sobbalzavamo su quei sassi facendoci portare fino ai “picchetti” e ci sentivamo i re dell’universo.
L’aria era tutt’uno con l’odore del fieno e delle mucche che ci guardavano con quei grandi occhi buoni e il naso umido, e noi annusavamo e gridavamo felici.
Parlo al plurale perché tutti i miei ricordi sono legati a mio fratello e ai miei cugini: eravamo invincibili.
Le nostre lunghe giornate estive, in quelle lunghe estati che duravano tre mesi pieni, erano fatte di battaglie contro galli particolarmente combattivi e di passeggiate alla “palombara” con zio Mario, che ci raccontava le storie di Giovannino senza paura.
Se le inventava lui ogni volta per noi, ed erano sempre piene di fascino e di mistero.
Ricordo anche la giornata del bagno…un avvenimento!
Un grande bagnapiedi vicino al camino e noi che venivamo lavati a turno.
Prima io, unica femmina, separata dagli altri e poi uno a uno loro, i maschi…La vasca non c’era, come in ogni casa che si rispetti, e sembra un secolo fa.
Ricordo le passeggiate con nonno Bartolo, quando andavamo a funghi alle “prata larghe”, i pratoni al bivio di Scai, che oggi sono così cambiati, e i torini che si affacciavano fra l’erba bianchi, sodi, stupendi.
E quanti ce n’erano, quanti, e che soddisfazione trovarli e raccoglierli: uno, un altro e ancora uno…
Ricordo le giornate della trebbiatura all’aia.
C’era una nuvola di polvere che rimaneva fissa nell’aria per giorni e gli uomini si caricavano i sacchi pieni e pesanti sulle spalle impolverate, fermandosi ogni tanto per un bicchiere di vino.
Il rumore di quella goffa macchina, la “trebbiatrice”, ci stordiva e rimaneva nelle orecchie fino alla notte, insieme con i canti delle cicale e a qualche spiga incastrata nei calzini.
E le donne,chiacchierando, ruotavano i setacci per separare con movimenti abili e veloci non ricordo più cosa…e le cassapanche e i capestili e il gioco della “morra” la sera e…
Ricordo le pesca dei gamberi alla “Nea”, quando partivamo di notte armati di stivali, torce, secchi e retini per andare al fiume a pescare quei gamberi azzurri, placidi e accecati dalle nostre luci improvvise, che nel vano tentativo di fuggire cadevano nella trappola dei nostri retini.
Erano tantissimi e nella pentola il loro azzurro si trasformava come per magia in un gustosissimo rosso.
Sono scomparsi all’improvviso, tutti insieme, un po’ come i dinosauri, non ce n’è più neanche uno (e non per colpa nostra…).
Oggi torno a questo paese un po’ più stanca, con occhi diversi e vedo tante facce che non conosco più, soprattutto tanti ragazzi dei quali non so nemmeno il nome.
Ma la cosa che più mi colpisce è vedere la piazza trasformata in un grande e affollato garage all’aperto e quelle case riunite a salotto che si sentono un po’ messe in disparte, come in secondo piano, usurpate della loro intimità e tranquillità invernale.
Comunque per me come per tutti, credo, tornare ogni anno a Colle è quasi una malìa, un richiamo al quale non si riesce e non si vuole resistere per ritrovare ancora quelle montagne, quell’aria, quel silenzio, quei gesti sempre uguali, quella noia e quei mille ricordi che continuano ad accompagnarci un anno via l’altro come fogli di un calendario che il vento porta via, insieme con i nostri pensieri.

di Carla Ceccaroni

Come pesa questa valigia…..
vi ho chiuso dentro i miei sogni,
le mie umili cose
e le foto di mamma e papà.

Parto, il vento nei capelli
il vestito più bello
e il sorriso dei miei vent’anni.

Come sarà la vita domani?
La città, il lavoro, la casa.
Ti lascio Colle mio
dove ho trascorso le ore più belle.

Un giorno tornerò qui
e porterò i miei figli;
impareranno ad amarti
come ti amo io

e ascolteranno le storie
sussurrate dalle tue case.

di Anna Maria Balducci

Ma che è IL COLLE pe’ te?

Ma che è IL COLLE pe’ te? Qualche mese fa, forse dopo agosto o dopo quella di ottobre scrissi questo pensiero, ma non l’ho mai condiviso con nessuno.
Oggi, in un momento veramente triste per me per quanto successo a Moka mi sento di farlo con voi.
Mi trovo sul traghetto che mi porta in Sardegna, per un agosto anomalo, non con lo spirito giusto.

Ma che è IL COLLE pe’ te?

– Ehh… Mo’ provo a spiegattelo, però non t’assicuro che ce riesco…
– Pe’ me IL COLLE era il sorriso di Nonna che ogni anno mi aspettava affacciata alla Sua finestra “bello de Nonna, quanto c’hai messo?!”
– Pe’ me IL COLLE erano le lacrime de Nonna che me salutava quando ripartivo pe Roma che le vacanze so finite “A No’ ma che te piagni mamma mia!!!”, poi però l’ho capito, ahh se l’ho capito…
– Pe’ me IL COLLE era la libertà di poter uscire di casa da solo, anche di sera!!!
– Pe’ me IL COLLE erano le patate, i pomodori e tutte le verdure dell’orto!
– Pe’ me IL COLLE era il poter raccogliere l’ovetto fresco, appena fedato per farci lo zabaione
– Pe’ me IL COLLE era la normalità di lasciare le chiavi attaccate e la porta aperta, e casa nostra era sempre aperta a tutti, a tutte le ore!!
– Pe’ me IL COLLE era andà a funghi, a more, a castagne. Era andasse a “prende” le pannocchie o le melette de nibi.
– Pe’ me IL COLLE era lo stupore prima, la familiarità poi, di vedere mucche pecore e cavalli andare a bere alla fontana!
– Pe’ me IL COLLE era la normalità del “cìro cìro..”
– Pe’ me IL COLLE erano Mario, Lorenzo, Matteo, Angelo… Ma poi pure tutti quelli piccoli (che mo so più grossi de noi), e poi quelli grandi (che mo’ so come noi!) e tutti “l’appellaticci” che mo però so dei nostri!!!
– Pe’ me IL COLLE era andà a dormi tardi e svegliasse presto cosi avevamo più tempo per stare insieme… non per tutti però…”ANGEEEELOOOOOOOOO”
– Pe’ me IL COLLE erano le biglie e quelle piste che per noi erano circuiti da F1!!!
– Pe’ me IL COLLE era Colle – Torrita giocata da noi, da loro, a Scai, da Robertino, do’ ve pare, tanto era uguale, vincevamo sempre noi…
– Pe’ me IL COLLE era quel sonno profondo la prima sera, bello fresco rilassato, dopo che a Roma non dormivi da 1 mese!
– Pe’ me IL COLLE era la casetta sull’albero giù da Giovacchino..
– Pe’ me IL COLLE erano le nostre bici, i giri impossibili e i botti memorabili!!
– Pe’ me IL COLLE era quella sfida mai vinta de riuscì a passare la Palombara senza mai scende, ma quel sasso era un muro invalicabile…
– Pe’ me IL COLLE era quella sensazione di paura ogni volta che con le bici, chissà dove stavamo, incontravi i “cani delle pecore..”
– Pe’ me IL COLLE erano quegli anni che c’era il sole la mattina e pioveva sempre il pomeriggio, ma per noi non era un problema: piripicchio, merda, l’uomo-nero, traversone, l’assasino, risiko..
– Pe’ me IL COLLE era lo schiaccia-sette in 30 in piazza!
– Pe’ me IL COLLE era il nascondino
– Pe’ me IL COLLE era il biliardino
– Pe’ me IL COLLE era il non fare niente e star seduti in piazza a godersi il sole e il venticello..
– Pe’ me IL COLLE era il su e giù da Torrita
– Pe’ me IL COLLE era andà giù al Bar ma era sempre chiuso, e quando apriva le patatine erano sempre scadute.. poi però è diventato BARCOLLO ed era il ritrovo di tutti e c’era sempre tutto!
– Pe’ me IL COLLE era la fila alla fontana per riempire la brocca per pranzo
– Pe’ me IL COLLE era il “vendemo l’ajo le patate e le cipolleeee!!”
– Pe’ me IL COLLE era quello stare sempre con l’orecchio attento al clacson del fornaio e poi la corsa sennò finivano l’ossi.
– Pe’ me IL COLLE era la Valle
– Pe’ me IL COLLE erano le ore e ore alla cancellata a ridere
– Pe’ me IL COLLE era l’ebbrezza di andare ad Amatrice a prende i cornetti caldi a mezzanotte
– Pe’ me IL COLLE era quel cielo stellato ai picchetti che sembrava finto per quanto era bello
– Pe’ me IL COLLE è stato il primo bacio e le prime cotte..
– Pe’ me IL COLLE era la notte di San Lorenzo
– Pe’ me IL COLLE era lu canittu senza coda..
– Pe’ me IL COLLE era la sfida impossibile di passare di notte a capo-croce
– Pe’ me IL COLLE era girare per tutti i paesi per vendere i biglietti e per attaccare i manifesti
– Pe’ me IL COLLE era girare per ogni casa a prendere sedie e tavoli per il torneo di briscola
– Pe’ me IL COLLE era la tortura di montare e smontare il palco e l’incazzatura che eravamo sempre i soliti.. Ora me le incollerei da solo quelle palanche…
– Pe’ me IL COLLE era l’organetto la sera della festa, o quello di Gianni tutti i giorni
– Pe’ me IL COLLE era la braciolata e la pasta in piazza
– Pe’ me IL COLLE erano le serenate, i spazzacammin e i “bevilo tutto tutto…”
– Pe’ me IL COLLE erano le passeggiate in montagna armati solo di panini e salamella
– Pe’ me IL COLLE era la Processione
– Pe’ me IL COLLE erano i gavettoni a ferragosto
– Pe’ me IL COLLE erano i nostri segreti che ancora costudiamo…
– Pe’ me IL COLLE era la garanzia che le vacanze sarebbero state belle a prescindere
– Pe’ me IL COLLE, anche se non c’era niente erasempre il posto più bello del mondo
– Pe’ me IL COLLE è stato diversi Capodanni, molte Pasque ma Tutti i Ferragosti. Questo sarà forse il primo, spero l’unico lontano…

Pe’ me IL COLLE è stato ed è veramente TANTO… datte sta ristruttuarata e sbrigati a tornare perché mi manchi veramente TROPPO.
​​​​​​​​​​
​ Andrea
13/08/17

Ma che è il Colle per te?

Associazione dei Proprietari Collegentilesco

Ciao a tutti

Al contrario di quanto dice il motto “l’abito non fa il monaco”, credo invece che nella nostra epoca l’immagine faccia anche sostanza.

Perciò ho pensato di creare un logo per la nostra Associazione dei Proprietari di immobili di Collegentilesco che può essere utile nella corrispondenza ufficiale con le istituzioni interessate alla ricostruzione.

La grafica riprende il logo dell’Associazione Proloco Collegentilesco, che rappresenta il bello del nostro paese prima del fatidico 24 agosto (il bello ambientale, ma anche quello dei nostri ricordi e dei nostri sentimenti), nonché Logo Associazione Proprietarila situazione, magari migliore, alla quale noi tutti aspiriamo a tornare al più presto.

Al logo originario – costituito schematicamente dallo skyline della montagna dell’Aleggia (o del Leone come dicevamo noi) e dalla facciata della nostra povera chiesetta – ho semplicemente aggiunto il profilo di una gru, quale simbolo della ricostruzione (un po’ di ottimismo che diamine!).

Che ne pensate?

Sempre forza Colle!

Associazione dei Proprietari Collegentilesco

 

Claudio Nardi

Abbuticchiala ….. il giorno dopo

Vi avevamo promesso L’AMAtriciana, quella seria, quella vera, quella di Abbuticchiala, abbiamo fatto di tutto per farvela trovare, ma in fondo nel nostro piccolo volevamo farvi conoscere quello che siamo, farvi conoscere l’amore che abbiamo per il nostro borgo, Collegentilesco, farvi conoscere il nostro impegno per non disperdere nemmeno una piccola parte di quello che abbiamo creato nel tempo, chiedervi aiuto per creare un posto dove poter continuare ad essere noi, ad impegnarci per il nostro territorio, per farlo rimanere sempre vivo e costruttivo.

Speriamo di esserci riusciti, il nostro intento crediamo sia visibile attraverso il nostro impegno.

Siamo stati anche fortunati per una temperatura non molto eccessivamente calda e qualche refolo di venticello, per noi ma soprattutto per voi che, speriamo, abbia contribuito a farvi godere la bellezza e la tranquillità del posto scelto, un enorme grazie ai padroni di casa Arturo e Cinthia.

Abbiamo scelto il meglio, sia dal punto di vista professionale, sia dal punto di vista dell’amicizia, per farvi trascorrere un po di tempo in tranquillità ed in serenità, che vi possiamo garantire avete trasmesso anche a noi.

Abbiamo scelto il nostro amico Alfonso e la storia del suo Hotel-Ristorante Roma, e già li sapevamo di aver vinto per quanto riguardava la bontà e la perfezione dell’AMAtriciana, giocavamo in casa e lo sapevamo.

Elisabetta e Francesco a sporzionare dalle teglie sono stati fantastici e velocissimi, abbiamo cercato di fornirgli supporto piu possibile, ma la professionalità non è acqua.

Abbiamo scelto degli animatori Leoniinfesta, fantastici per i piu piccoli, degli animatori che hanno catturato il loro interesse fin dal primo istante, che li hanno trascinati in giochi e situazioni con gioia e spensieratezza.

Abbiamo scelto un pilota che guidasse il tutto, mentre tutti noi eravamo impegnati ciascuno nel proprio compito, per far svolgere il tutto al meglio, e chi meglio di Carmelo, polivalente istrione, ma soprattutto grande, grandissimo amico, sentire la sua voce leggere il perchè di “abbuticchiala”, quella voce in cui traspariva l’emozione di quello che leggeva, era come se ci fosse qualcuno di noi a leggerla, perche’ lui è uno di noi.

Abbiamo scelto la satira per divertirvi e Fabrizio e Gianfranco sono stati fantastici, abbiamo scelto un eccezionale Renato Zero ed un magnifico Mario Biondi (Danilo Grimieri), e non poteva mancare il nostro organetto fatto suonare alla perfezione da Matteo Di Fabio, abbiamo visto i volti soddisfatti, piacevoli e divertiti.

Un grazie particolare va a Simone, sempre presente e partecipativo, ed alla Romana Diesel che è stata da subito con noi.

Cari Amici, beh per noi è tutto, ci siamo guardati e sorridendo abbiamo detto, si ce l’abbiamo fatta, ci siamo riusciti.

Siete venuti ad aiutarci in tanti, e vi ringraziamo enormemente per averci dato fiducia e supporto.

Grazie, veramente grazie grazie grazie a tutti di cuore, cercheremo di offrirvi altri di questi eventi nella speranza di riuscire a trasmettervi ancora il meglio di noi

Vi abbracciamo abbuticchiandoci a voi

Il comitato ABBUTICCHIALA

Un saluto a tutti che sta tutto in questo breve video https://www.facebook.com/carmelo.tesauro/videos/10211230492151912/

 

Magliette ABBUTICCHIALA

Sono ancora disponibili le magliette celebrative dell’evento “ABBUTICCHIALA”

magliette Abbuticchiala

Chiunque fosse interessato, può farne richiesta a mezzo mail a associazioneproloco@collegetilesco.it o effettuare il pagamento a mezzo pay-pal, il costo + di 10 euro, con un minimo importo per la spedizione potremo inviarla all’indirizzzo che ci sarà comunicato-

Le misure disponibili sono M, L, le quantità ancora a disposizione non sono molte, in caso di esaurimento taglia, sarà comunicato e rimborsato il costo nel caso di scelta equivalente con altra taglia

“vademecum” regolamento Associazione dei Proprietari

Regolamento Associazione dei Proprietari

Questa breve disanima del documento pubblicato dal Comune di Amatrice, ha lo scopo di fungere da ceck-list per l’adempimento degli aspetti organizzativi e di quelli formali da portare a compimento al fine di costituire l’associazione dei proprietari della frazione, in ottemperanza appunto a quanto stabilito dal regolamento.

Come tra l’altro già emanato nel decreto n.186 del 17 ottobre 2016, si dava l’input a realizzare la massima concertazione, partecipazione ai processi di ricostruzione con il coinvolgimento della popolazione.

 

l’Art. 1 dichiara le finalità per cui il Comune di Amatrice ha redatto il regolamento in oggetto, in particolare stabilisce che ci saranno dei soggetti che saranno accreditati per partecipare alla concertazione tra Proprietari, Comune di Amatrice e l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione.

 

l’Art. 2 precisa che i cittadini proprietari di immobili nel territorio possono costituirsi in Associazioni di proprietari. Messa in questo modo sembrerebbe che la costituzione di un’Associazione sia possibile, ma non obbligatoria, ma cosi’ non è e viene specificato in articolo successivo.

L’associazione deve essere “certificata” o con atto notarile o con registrazione di scrittura privata.

Ciò sta a significare che deve avere uno “statuto” da cui si evinca la sua costituzione, vale a dire organi di funzionamento, incarichi, con specificata la modalità di votazione per le decisioni interne dell’associazione (compresa la specificazione di deleghe di rappresentanza) e per l’elezione di uno o piu rappresentanti che saranno poi quelli che saranno invitati alla partecipazione.

Nota: non va bene la nostra Associazione Proloco Collegentilesco, in quanto è espressamente citato che i partecipanti all’associazione dei proprietari siano appunto proprietari, la nostra associazione è composta da proprietari e non.

 

l’art. 3 stabilisce i criteri per cui l’Associazione possa essere presa come rappresentativa della frazione precisando che la stessa deve essere composta da almeno i due terzi dei beneficiari dei contributi (art2 ordinanza 19/2017) calcolati sui dati catastali delle particelle della frazione e dei componenti dell’associazione. Questa misura è stata inserita al fine di evitare frammentazioni all’interno delle frazioni e per avere un confronto quanto più possibile univoco e centrato nella frazione.

Le associazioni rappresentative, quindi quelle che rispondono ai criteri di cui sopra, saranno coinvolte negli atti del Comune dell’UPR per l’urbanistica. Di conseguenza tutto ciò sta a significare che la costituzione dell’Associazione dei proprietari è fondamentale, non una opinione.

 

l’art. 4 a mio modesto parere è un refuso, in quanto completamente scollegato con il resto del regolamento e non ha nessuna valenza, fine specifico con la formazione delle Associazioni di proprietari, è chiaro che un aggregato è composto da proprietari, ma lo avrei visto funzionale al discorso se ci fosse stato specificato che il rappresentante dell’aggregato avesse funzionalità di rappresentanza all’interno dell’Associazione, cosa che non risulta appunto nell’art. 4. Tra l’altro i rappresentanti degli aggregati non possono essere nominati finché non sia sancito dall’UPR il riconoscimento degli stessi.

 

l’art. 5 semplice comunicazione che stabilisce che una volta formata l’Associazione dei proprietari la stessa deve essere registrata presso l’albo delle Associazioni che viene costituito con il suddetto regolamento.

In particolare aggiunge cosa dovrà essere depositato insieme alla richiesta:

– Domanda

– Atto Costitutivo e Statuto o scrittura autenticata

– Verbale di Assemblea con nomina di rappresentanti

– Elenco associati con l’indicazione dei beneficiari cui all’Ord 19/2017 e il relativo valore base imponibile catastale rappresentato.

 

e qui iniziano le incombenze da realizzare

 

1) La domanda, forse verrà emanato un modello di domanda non lo so, ma in caso contrario una richiesta di iscrizione si fa, non è un problema.

2) L’atto costitutivo o la scrittura autenticata, al cui interno deve essere contenuto tutto quello detto in precedenza, ci sono dei modelli in giro che possiamo prendere per la stesura, compilarlo, sottoporlo a tutti i partecipanti e poi farlo registrare (credo che costi meno di un atto notarile)

3) Il verbale dell’assemblea da cui risulti la nomina delle cariche e la nomina dei rappresentanti che saranno delegati alla partecipazione agli atti del Comune e dell’UPR

4) L’elenco degli associati (proprietari degli immobili della frazione) beneficiari di quanto stabilito dall’art 2 dell’ordinanza 19/2017, con specificato il relativo valore base di imponibile catastale, ovvero le caratteristiche catastali della proprietà o delle proprietà di ciascun associato. Da qui la richiesta fatta di inviare a mezzo e-mail i dati in oggetto, per la formazione di una base che ci possa consentire di redigere l’elenco.

Il comune in base ai dati forniti dall’Associazione dei proprietari, verificherà la corrispondenza a che il valore sia di almeno i due terzi e darà esito alla registrazione.

 

l’art. 6 cita che verrà pubblicato un elenco con le associazioni registrate rappresentative.

 

gli articoli 7, 8 e 9 stabiliscono l’iter procedurale dividendo lo stesso in tre fasi:

– Fase di consultazione

– Fase di concertazione

– Pianificazione Convenzionata

 

Nella consultazione è previsto che venga fatto un quadro dettagliato della situazione, in particolare le Associazioni rappresentative saranno convocate e saranno chiamate a fornire anche a mezzo di documentazione cartacea e/o fotografica la storia e lo stato delle cose prima degli eventi sismici, in questa fase è prevista anche una individuazione preliminare degli aggregati edilizi (quindi a conferma delle situazioni di fatto esistenti) ai fini di un piano di cantierizzazione. Cioè, vista la conformazione delle frazioni, in cui magari ci sono spazi stretti tra fabbricati o vicoli, potrebbero verificarsi delle problematiche nella creazione dei cantieri, notificando queste cose, come altre si dà all’UPR maggiore informazione che in altri modi non avrebbero se non con sopralluoghi di personale non del luogo nelle singole frazioni, apportano ovvi ritardi.

 

Nella concertazione è prevista un coordinamento tra le parti con la formulazione di pareri preventivi sugli atti derivanti dai piani urbanistici attuativi presentati dal Comune.

All’interno di questa fase il regolamento fa espresso riferimento ad un rapporto costruttivo tra le parti in causa, Proprietari-Comune-UPR, fornendo massima collaborazione sull’ individuazione delle necessità, delle opzioni anche per quanto concerne le modalità costruttive e sulle tecnologie idonee ad aumentare il livello di sicurezza dei fabbricati.

 

Nell’ultima fase, cioè dopo che il Comune ha raccolto, in collaborazione con l’Associazione dei proprietari le informazioni e quant’altro necessario alla redazione dei piani, in sede di stesura appunto le Associazioni dei proprietari saranno invitate ad esprimere parere preventivo sui contenuti degli stessi, prima della presentazione e quindi della successiva adozione da parte del Consiglio Comunale.

Ovviamente il regolamento specifica che il Comune si riserva la facoltà di procedere comunque all’approvazione del piano anche in assenza di parere preventivo positivo dell’Associazione dei proprietari.

 

Art 10 i destinatari di tutto il processo regolamentato sono i proprietari, ovviamente, cita di nuovo gli aggregati, e anche gli edifici singoli, forse mi sfugge qualche particolare ma ripeto, mi sembra una conseguenza logica, si avrà modo di chiedere delucidazioni in merito.

 

art 11 verrà istituito un portale dove saranno pubblicate tutte le informazioni inerenti i processi suddetti, potranno accreditarsi sia le Associazioni validate, ma anche i singoli cittadini, il che personalmente trovo sia molto positivo ai fini dell’informazione.

 

Bene quindi, tutto questo stabilito da regolamento, apre una fase positiva ed estremamente costruttiva, l’Amministrazione sembra voler “sfruttare” al massimo la partecipazione dei cittadini in modo preventivo, con l’obiettivo si presume di ottenere benefici e velocizzazione delle cose per tutti i soggetti facenti parte del processo.

 

Da parte nostra dobbiamo fissare date certe, senza se senza ma ne ammennicoli vari per poter partire con la fase di costituzione, quindi coraggio e diamoci da fare, si invitano tutti i proprietari a partecipare, indistintamente dalle classificazioni di danno.

 

Associazione Proloco Collegentilesco

Il Consiglio

Abbuticchiala

Abbuticchiala è un termine caratteristico del luogo, il suo significato puo essere intuibile o meno, in fondo semplice pero’.

Il lavoro nei campi iniziava presto, molto presto, la gente impegnata nel lavoro aveva bisogno di energia, quindi se il lavoro era distante da casa, veniva preparata una colazione, o un pranzo da portarsi dietro al mattino. Se era vicino al paese, magari i bambini ad una cert’ora portavano il cibo a chi stava lavorando nei campi, colazione o pranzo che sia stato.

Il cibo veniva “incartato” in un telo di cotone, generalmente a quadri, come le camice che vanno di moda ora, che era chiamato “mandrecchia”, stretto in questo telo veniva portato per la colazione o il pranzo.

La mandrecchia, veniva aperta sul terreno a mo di tovaglia e sopra si mangiava.

Alla fine del pranzo, cio’ che rimaneva, tegame, forchette, perche’ di cibario rimaneva nulla, doveva essere riportato a casa, ma non aveva lo stesso valore di quando il tegame era pieno, quindi “abbuticchiala”, metti tutto dentro alla rinfusa, dentro la mandrecchia e chiudila per riportarla a casa.

Ed è quello che ci ha fatto a noi, ci ha abbuticchiato dentro un telo, dentro la “mandrecchia”, ma noi rispondiamo con “abbuticchiala”, vuota il piatto e metti via tutto, noi lo riporteremo a casa e lo sistemeremo, noi ce la metteremo tutta per uscire da questa catastrofe immensa, ma ci serve aiuto.

Le Signore del paese hanno organizzato questo splendido evento, come le nostre nonne organizzavano il cibi per chi lavorava nei campi, con la stessa premura.

Vi invitiamo a venire a mangiare l’Amatriciana con la doppia A maiuscola
L’AMAtriciana per aiutarci a creare un posto dove possiamo raccoglierci e continuare nelle nostre proposte a favore del territorio, come abbiamo fatto fino a quella notte.

Vi aspettiamo con la solita nostra ospitalita

 

24-08-2016 ………. 03:36:32

E poi arrivò quella notte ......... Sisma 24/08/2016    E poi arrivò quella notte ………

Abbiamo vissuto molte volte le scosse sismiche, ci siamo non dico campati, ma le abbiamo sempre sentite, e vecchio detto narra ………… chi ha sentito il terremoto, sa cos’è, ha paura.

Era stato deciso di fare delle serate dedicate a noi, ritrovandoci tutti insieme, nella piazza, divertirci a cucinare la nostra pasta preferita, fare un braciere arroventato per cuocere salsicce e braciole di pecora.

Gustarci tutti insieme i dolci preparati dalle signore.

Mangiarci cocomeri messi in fresco dentro la fontana.

RIdere, scherzare, giocare.

Lo avevamo deciso e lo abbiamo iniziato.

E poi arrivò quella notte ......... Sisma 24/08/2016Il 18 agosto, appuntamento in piazza, le pile che bollivano, il condimento che friggeva sbruffato di vino, le salsicce che crepitavano sulla brace, e noi che mentre facevamo questo stavamo già pensando che dovevamo andare a prendere le braciole per il 26.

E’ stata una serata bellissima, vedere tutti li, seduti era ciò che volevamo. Che spettacolo!!

Nei giorni successivi, abbiamo provveduto a preparare per il 26 agosto, era tutto pronto ………… non ne abbiamo avuto il tempo, …. e  poi arrivò quella notte ……… ed è arrivato quel bastardo