Giornata Ecologica 28/06/2020

E’ da tempo che si era proposto di unirci per dare una sistemata al “nostro” Colle, il tempo trascorre e la natura fa il suo corso, riappropriandosi ed invadendo gli spazi.

Non dobbiamo confidare in nessuno, dobbiamo essere noi gli artefici, dobbiamo essere noi a mantenere le situazioni come erano e come le vorremmo. La piazza, la fontana, le zone limitrofe e le strade di accesso avevano, come si vede dalle foto, necessità di una bella pulizia. Lo abbiamo proposto e riproposto, per un mero scopo di unità, di partecipazione, per stare una giornata in piazza, così non è stato, e dispiace, soprattutto per quello che sarà, si spera, il prosieguo.

Pacine

Nelle seguenti foto il risultato, giornata bellissima, calda, sudore, stanchezza, ma anche due risate e due chiacchiere insieme, una bevuta alla fontana, dopo tanto tempo.

Video

Il Nostro Cielo

Fino da bambini, nelle nostre discese o salite a Torrita, o nel nostro girovagare camminando, abbiamo avuto sopra le nostre teste lo splendore della via Lattea stagliata in mezzo a quel cielo amato, magari accompagnati a terra dalle lucciole ormai quasi sparite.

Per tanti può essere stata un’abitudine, come per dire “si va be’, è sempre quello”. Invece no, ogni voltà era uno spettacolo che aveva qualcosa di speciale dalla volta precedente, ed oggi è la stessa identica cosa, e di anni ne sono passati.

Poi arriva un gruppo di ragazzi a Colle, insieme a Mario e Tea, e rimangono affascinati da quello spettacolo.

Uno di loro è un appassionato di fotografia, e pensa di realizzare un qualcosa di particolare, creando un effetto speciale con dei giochi di luce.

Grazie Simone Cerulli, grazie per il tuo omaggio, per la tua creatività e per la disponibilità.

Grazie di cuore, si con il cuore che ci hai fatto battere un po’ più veloce.

Colle - Via Lattea
Foto di Simone Cerulli

Il senso della Vita

Il senso della Vita – Grazie a Francesco Patacchiola per questa stupenda foto.

La inserisco qui e sarebbe bello leggere molti commenti

Il senso della vita

La vita è un vaso invisibile e tu sei ciò che vi getti dentro.

Getta invidia, insoddisfazione, cattiveria e traboccherà ansia.

Getta gentilezza, empatia e amore e traboccherà serenità.

 

The sense of life

Thanks to Francesco Patacchiola for this wonderful picture.

I post it here and it would be nice to read a lot of comments

Associazione dei Proprietari Collegentilesco

Ciao a tutti

Al contrario di quanto dice il motto “l’abito non fa il monaco”, credo invece che nella nostra epoca l’immagine faccia anche sostanza.

Perciò ho pensato di creare un logo per la nostra Associazione dei Proprietari di immobili di Collegentilesco che può essere utile nella corrispondenza ufficiale con le istituzioni interessate alla ricostruzione.

La grafica riprende il logo dell’Associazione Proloco Collegentilesco, che rappresenta il bello del nostro paese prima del fatidico 24 agosto (il bello ambientale, ma anche quello dei nostri ricordi e dei nostri sentimenti), nonché Logo Associazione Proprietarila situazione, magari migliore, alla quale noi tutti aspiriamo a tornare al più presto.

Al logo originario – costituito schematicamente dallo skyline della montagna dell’Aleggia (o del Leone come dicevamo noi) e dalla facciata della nostra povera chiesetta – ho semplicemente aggiunto il profilo di una gru, quale simbolo della ricostruzione (un po’ di ottimismo che diamine!).

Che ne pensate?

Sempre forza Colle!

Associazione dei Proprietari Collegentilesco

 

Claudio Nardi

Abbuticchiala ….. il giorno dopo

Vi avevamo promesso L’AMAtriciana, quella seria, quella vera, quella di Abbuticchiala, abbiamo fatto di tutto per farvela trovare, ma in fondo nel nostro piccolo volevamo farvi conoscere quello che siamo, farvi conoscere l’amore che abbiamo per il nostro borgo, Collegentilesco, farvi conoscere il nostro impegno per non disperdere nemmeno una piccola parte di quello che abbiamo creato nel tempo, chiedervi aiuto per creare un posto dove poter continuare ad essere noi, ad impegnarci per il nostro territorio, per farlo rimanere sempre vivo e costruttivo.

Speriamo di esserci riusciti, il nostro intento crediamo sia visibile attraverso il nostro impegno.

Siamo stati anche fortunati per una temperatura non molto eccessivamente calda e qualche refolo di venticello, per noi ma soprattutto per voi che, speriamo, abbia contribuito a farvi godere la bellezza e la tranquillità del posto scelto, un enorme grazie ai padroni di casa Arturo e Cinthia.

Abbiamo scelto il meglio, sia dal punto di vista professionale, sia dal punto di vista dell’amicizia, per farvi trascorrere un po di tempo in tranquillità ed in serenità, che vi possiamo garantire avete trasmesso anche a noi.

Abbiamo scelto il nostro amico Alfonso e la storia del suo Hotel-Ristorante Roma, e già li sapevamo di aver vinto per quanto riguardava la bontà e la perfezione dell’AMAtriciana, giocavamo in casa e lo sapevamo.

Elisabetta e Francesco a sporzionare dalle teglie sono stati fantastici e velocissimi, abbiamo cercato di fornirgli supporto piu possibile, ma la professionalità non è acqua.

Abbiamo scelto degli animatori Leoniinfesta, fantastici per i piu piccoli, degli animatori che hanno catturato il loro interesse fin dal primo istante, che li hanno trascinati in giochi e situazioni con gioia e spensieratezza.

Abbiamo scelto un pilota che guidasse il tutto, mentre tutti noi eravamo impegnati ciascuno nel proprio compito, per far svolgere il tutto al meglio, e chi meglio di Carmelo, polivalente istrione, ma soprattutto grande, grandissimo amico, sentire la sua voce leggere il perchè di “abbuticchiala”, quella voce in cui traspariva l’emozione di quello che leggeva, era come se ci fosse qualcuno di noi a leggerla, perche’ lui è uno di noi.

Abbiamo scelto la satira per divertirvi e Fabrizio e Gianfranco sono stati fantastici, abbiamo scelto un eccezionale Renato Zero ed un magnifico Mario Biondi (Danilo Grimieri), e non poteva mancare il nostro organetto fatto suonare alla perfezione da Matteo Di Fabio, abbiamo visto i volti soddisfatti, piacevoli e divertiti.

Un grazie particolare va a Simone, sempre presente e partecipativo, ed alla Romana Diesel che è stata da subito con noi.

Cari Amici, beh per noi è tutto, ci siamo guardati e sorridendo abbiamo detto, si ce l’abbiamo fatta, ci siamo riusciti.

Siete venuti ad aiutarci in tanti, e vi ringraziamo enormemente per averci dato fiducia e supporto.

Grazie, veramente grazie grazie grazie a tutti di cuore, cercheremo di offrirvi altri di questi eventi nella speranza di riuscire a trasmettervi ancora il meglio di noi

Vi abbracciamo abbuticchiandoci a voi

Il comitato ABBUTICCHIALA

Un saluto a tutti che sta tutto in questo breve video https://www.facebook.com/carmelo.tesauro/videos/10211230492151912/

 

Magliette ABBUTICCHIALA

Sono ancora disponibili le magliette celebrative dell’evento “ABBUTICCHIALA”

magliette Abbuticchiala

Chiunque fosse interessato, può farne richiesta a mezzo mail a associazioneproloco@collegetilesco.it o effettuare il pagamento a mezzo pay-pal, il costo + di 10 euro, con un minimo importo per la spedizione potremo inviarla all’indirizzzo che ci sarà comunicato-

Le misure disponibili sono M, L, le quantità ancora a disposizione non sono molte, in caso di esaurimento taglia, sarà comunicato e rimborsato il costo nel caso di scelta equivalente con altra taglia

“vademecum” regolamento Associazione dei Proprietari

Regolamento Associazione dei Proprietari

Questa breve disanima del documento pubblicato dal Comune di Amatrice, ha lo scopo di fungere da ceck-list per l’adempimento degli aspetti organizzativi e di quelli formali da portare a compimento al fine di costituire l’associazione dei proprietari della frazione, in ottemperanza appunto a quanto stabilito dal regolamento.

Come tra l’altro già emanato nel decreto n.186 del 17 ottobre 2016, si dava l’input a realizzare la massima concertazione, partecipazione ai processi di ricostruzione con il coinvolgimento della popolazione.

 

l’Art. 1 dichiara le finalità per cui il Comune di Amatrice ha redatto il regolamento in oggetto, in particolare stabilisce che ci saranno dei soggetti che saranno accreditati per partecipare alla concertazione tra Proprietari, Comune di Amatrice e l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione.

 

l’Art. 2 precisa che i cittadini proprietari di immobili nel territorio possono costituirsi in Associazioni di proprietari. Messa in questo modo sembrerebbe che la costituzione di un’Associazione sia possibile, ma non obbligatoria, ma cosi’ non è e viene specificato in articolo successivo.

L’associazione deve essere “certificata” o con atto notarile o con registrazione di scrittura privata.

Ciò sta a significare che deve avere uno “statuto” da cui si evinca la sua costituzione, vale a dire organi di funzionamento, incarichi, con specificata la modalità di votazione per le decisioni interne dell’associazione (compresa la specificazione di deleghe di rappresentanza) e per l’elezione di uno o piu rappresentanti che saranno poi quelli che saranno invitati alla partecipazione.

Nota: non va bene la nostra Associazione Proloco Collegentilesco, in quanto è espressamente citato che i partecipanti all’associazione dei proprietari siano appunto proprietari, la nostra associazione è composta da proprietari e non.

 

l’art. 3 stabilisce i criteri per cui l’Associazione possa essere presa come rappresentativa della frazione precisando che la stessa deve essere composta da almeno i due terzi dei beneficiari dei contributi (art2 ordinanza 19/2017) calcolati sui dati catastali delle particelle della frazione e dei componenti dell’associazione. Questa misura è stata inserita al fine di evitare frammentazioni all’interno delle frazioni e per avere un confronto quanto più possibile univoco e centrato nella frazione.

Le associazioni rappresentative, quindi quelle che rispondono ai criteri di cui sopra, saranno coinvolte negli atti del Comune dell’UPR per l’urbanistica. Di conseguenza tutto ciò sta a significare che la costituzione dell’Associazione dei proprietari è fondamentale, non una opinione.

 

l’art. 4 a mio modesto parere è un refuso, in quanto completamente scollegato con il resto del regolamento e non ha nessuna valenza, fine specifico con la formazione delle Associazioni di proprietari, è chiaro che un aggregato è composto da proprietari, ma lo avrei visto funzionale al discorso se ci fosse stato specificato che il rappresentante dell’aggregato avesse funzionalità di rappresentanza all’interno dell’Associazione, cosa che non risulta appunto nell’art. 4. Tra l’altro i rappresentanti degli aggregati non possono essere nominati finché non sia sancito dall’UPR il riconoscimento degli stessi.

 

l’art. 5 semplice comunicazione che stabilisce che una volta formata l’Associazione dei proprietari la stessa deve essere registrata presso l’albo delle Associazioni che viene costituito con il suddetto regolamento.

In particolare aggiunge cosa dovrà essere depositato insieme alla richiesta:

– Domanda

– Atto Costitutivo e Statuto o scrittura autenticata

– Verbale di Assemblea con nomina di rappresentanti

– Elenco associati con l’indicazione dei beneficiari cui all’Ord 19/2017 e il relativo valore base imponibile catastale rappresentato.

 

e qui iniziano le incombenze da realizzare

 

1) La domanda, forse verrà emanato un modello di domanda non lo so, ma in caso contrario una richiesta di iscrizione si fa, non è un problema.

2) L’atto costitutivo o la scrittura autenticata, al cui interno deve essere contenuto tutto quello detto in precedenza, ci sono dei modelli in giro che possiamo prendere per la stesura, compilarlo, sottoporlo a tutti i partecipanti e poi farlo registrare (credo che costi meno di un atto notarile)

3) Il verbale dell’assemblea da cui risulti la nomina delle cariche e la nomina dei rappresentanti che saranno delegati alla partecipazione agli atti del Comune e dell’UPR

4) L’elenco degli associati (proprietari degli immobili della frazione) beneficiari di quanto stabilito dall’art 2 dell’ordinanza 19/2017, con specificato il relativo valore base di imponibile catastale, ovvero le caratteristiche catastali della proprietà o delle proprietà di ciascun associato. Da qui la richiesta fatta di inviare a mezzo e-mail i dati in oggetto, per la formazione di una base che ci possa consentire di redigere l’elenco.

Il comune in base ai dati forniti dall’Associazione dei proprietari, verificherà la corrispondenza a che il valore sia di almeno i due terzi e darà esito alla registrazione.

 

l’art. 6 cita che verrà pubblicato un elenco con le associazioni registrate rappresentative.

 

gli articoli 7, 8 e 9 stabiliscono l’iter procedurale dividendo lo stesso in tre fasi:

– Fase di consultazione

– Fase di concertazione

– Pianificazione Convenzionata

 

Nella consultazione è previsto che venga fatto un quadro dettagliato della situazione, in particolare le Associazioni rappresentative saranno convocate e saranno chiamate a fornire anche a mezzo di documentazione cartacea e/o fotografica la storia e lo stato delle cose prima degli eventi sismici, in questa fase è prevista anche una individuazione preliminare degli aggregati edilizi (quindi a conferma delle situazioni di fatto esistenti) ai fini di un piano di cantierizzazione. Cioè, vista la conformazione delle frazioni, in cui magari ci sono spazi stretti tra fabbricati o vicoli, potrebbero verificarsi delle problematiche nella creazione dei cantieri, notificando queste cose, come altre si dà all’UPR maggiore informazione che in altri modi non avrebbero se non con sopralluoghi di personale non del luogo nelle singole frazioni, apportano ovvi ritardi.

 

Nella concertazione è prevista un coordinamento tra le parti con la formulazione di pareri preventivi sugli atti derivanti dai piani urbanistici attuativi presentati dal Comune.

All’interno di questa fase il regolamento fa espresso riferimento ad un rapporto costruttivo tra le parti in causa, Proprietari-Comune-UPR, fornendo massima collaborazione sull’ individuazione delle necessità, delle opzioni anche per quanto concerne le modalità costruttive e sulle tecnologie idonee ad aumentare il livello di sicurezza dei fabbricati.

 

Nell’ultima fase, cioè dopo che il Comune ha raccolto, in collaborazione con l’Associazione dei proprietari le informazioni e quant’altro necessario alla redazione dei piani, in sede di stesura appunto le Associazioni dei proprietari saranno invitate ad esprimere parere preventivo sui contenuti degli stessi, prima della presentazione e quindi della successiva adozione da parte del Consiglio Comunale.

Ovviamente il regolamento specifica che il Comune si riserva la facoltà di procedere comunque all’approvazione del piano anche in assenza di parere preventivo positivo dell’Associazione dei proprietari.

 

Art 10 i destinatari di tutto il processo regolamentato sono i proprietari, ovviamente, cita di nuovo gli aggregati, e anche gli edifici singoli, forse mi sfugge qualche particolare ma ripeto, mi sembra una conseguenza logica, si avrà modo di chiedere delucidazioni in merito.

 

art 11 verrà istituito un portale dove saranno pubblicate tutte le informazioni inerenti i processi suddetti, potranno accreditarsi sia le Associazioni validate, ma anche i singoli cittadini, il che personalmente trovo sia molto positivo ai fini dell’informazione.

 

Bene quindi, tutto questo stabilito da regolamento, apre una fase positiva ed estremamente costruttiva, l’Amministrazione sembra voler “sfruttare” al massimo la partecipazione dei cittadini in modo preventivo, con l’obiettivo si presume di ottenere benefici e velocizzazione delle cose per tutti i soggetti facenti parte del processo.

 

Da parte nostra dobbiamo fissare date certe, senza se senza ma ne ammennicoli vari per poter partire con la fase di costituzione, quindi coraggio e diamoci da fare, si invitano tutti i proprietari a partecipare, indistintamente dalle classificazioni di danno.

 

Associazione Proloco Collegentilesco

Il Consiglio

Abbuticchiala

Abbuticchiala è un termine caratteristico del luogo, il suo significato puo essere intuibile o meno, in fondo semplice pero’.

Il lavoro nei campi iniziava presto, molto presto, la gente impegnata nel lavoro aveva bisogno di energia, quindi se il lavoro era distante da casa, veniva preparata una colazione, o un pranzo da portarsi dietro al mattino. Se era vicino al paese, magari i bambini ad una cert’ora portavano il cibo a chi stava lavorando nei campi, colazione o pranzo che sia stato.

Il cibo veniva “incartato” in un telo di cotone, generalmente a quadri, come le camice che vanno di moda ora, che era chiamato “mandrecchia”, stretto in questo telo veniva portato per la colazione o il pranzo.

La mandrecchia, veniva aperta sul terreno a mo di tovaglia e sopra si mangiava.

Alla fine del pranzo, cio’ che rimaneva, tegame, forchette, perche’ di cibario rimaneva nulla, doveva essere riportato a casa, ma non aveva lo stesso valore di quando il tegame era pieno, quindi “abbuticchiala”, metti tutto dentro alla rinfusa, dentro la mandrecchia e chiudila per riportarla a casa.

Ed è quello che ci ha fatto a noi, ci ha abbuticchiato dentro un telo, dentro la “mandrecchia”, ma noi rispondiamo con “abbuticchiala”, vuota il piatto e metti via tutto, noi lo riporteremo a casa e lo sistemeremo, noi ce la metteremo tutta per uscire da questa catastrofe immensa, ma ci serve aiuto.

Le Signore del paese hanno organizzato questo splendido evento, come le nostre nonne organizzavano il cibi per chi lavorava nei campi, con la stessa premura.

Vi invitiamo a venire a mangiare l’Amatriciana con la doppia A maiuscola
L’AMAtriciana per aiutarci a creare un posto dove possiamo raccoglierci e continuare nelle nostre proposte a favore del territorio, come abbiamo fatto fino a quella notte.

Vi aspettiamo con la solita nostra ospitalita

 

Maledetto

Mentalmente non siamo portati a pensare al peggio che può succedere, anche perché, sarebbe difficile campare.

Nessuno si sarebbe aspettato che un giorno ti piovesse addosso una batosta simile, o meglio nessuno ci ha pensato credo mai.

Io per primo, ho sempre pensato a domani in bene.

Ho sentito tante volte il terremoto, tante, me ne ricordo 3 in particolar modo abbastanza nitide.

La prima da piccolo, in piena notte, ero a dormire al piano alto di casa. Per arrivarci c’era un vano scale, che ora non c’è più dopo la ristrutturazione del 1976, ma che è visibile in qualche foto vecchia.

Beh quelle scale erano una specie di scala a chiocciola, in legno, e ricordo che più o meno a metà c’era un buco su un alzata di un gradino, all’altezza del soffitto del tetto di casa più basso, normalmente il buco era chiuso con un cuneo di legno.

Mio Zio Attilio, lo usava per far entrare all’interno del sottotetto di casa bassa il gatto di casa, che era una gatta bellissima bianca e nera e che si chiamava carolina.

Una volta fatta entrare richiudeva il buco con il cuneo e carolina stava li dentro per due o tre giorni.

Pulizia etnica dei topetti sottotetto, pure quello era un gioco con Zio.

Stavamo dormendo, ed all’improvviso, arriva una botta che levati.

Scappiamo giù, o meglio ci fanno scappare perché,  stiamo parlando che avevamo 6/7 anni, e via giù per le scale che scendevano fino ad arrivare ad una porta che si apriva vicino al vecchio camino di casa.

La cosa che non potrò mai dimenticare e che conservo nitida dentro di me, era che mentre correvo giù per le scale, i travetti di legno che reggevano le stesse ed erano infissi dentro il muro, entravano ed uscivano dallo stesso, creando una fessura tra la scala e la parete. E io che scendevo di corsa con gli occhi puntati li.

Usciti in mezzo alla piazza, nel frattempo erano arrivati anche tutti gli altri, c’erano dei grossi pali in mezzo alla piazza, faceva un freddo boia, e io stavo seduto li su quei travi tremando dal freddo e dalla paura, mentre tutti, per prima mia Zia Agata, chiamava mio Zio Attilio che era l’unico che non era uscito da casa e che non voleva uscire.

Mi ricordo l’alba seduto lì, forse la prima che ho visto, anzi sicuramente la prima, tanto freddo, e un senso di smarrimento assoluto.

La seconda, d’estate, in pieno giorno dopo mangiato, eravamo scesi in piazza, più o meno avremo avuto 10/12 anni,  io, Claudio, Carletto e non mi ricordo se c’era Marco e qualcun altro.

Erano le 14 più o meno, faceva un caldo pazzesco, sulla parete del pagliaio di Biagio, quella sulla piazzetta, c’erano delle travi di castagno, di quelli ignoranti grossi, accatastati uno sopra l’altro, e li a quell’ ora c’è l’ombra.

Ci eravamo andati a sedere li, sulle travi, con le spalle appoggiate al muro del pagliaio, al fresco.

All’improvviso, il muro cominciò a darci schiaffi sulla schiena, ma schiaffi seri.

Il primo istinto fu quello di correre in mezzo alla piazza, a quel tempo a quell’età la salita di Colle di corsa era una passeggiata, correvamo.

E qui si verifica l’indelebile, assurdo, che ti levava il fiato.

Dal muro del pagliaio di Biagio al centro della piazza saranno 35/40 metri, beh non invito nessuno a farli correndo, con la sensazione che quando poggi il piede per terra a darti la spinta non trovi il terreno e ti sembra di mettere un piede nel vuoto.

Assurdo, un groppo in gola da non augurare a nessuno.

La terza forse per situazione, la peggio di tutte, perchè non immaginabile, piu o meno avevo 17/18 anni, ero andato per funghi, da solo.

Salito a metà costa stavo dentro un pezzo di macchia giovane, cerri dal tronco non grande, ma abbastanza alti.

Arriva la scossa, non avevo mai avuto un esperienza simile prima, e se qualcuno mi avesse chiesto, seduti in mezzo alla piazza di Colle se per caso, mi fossi trovato in quella situazione, che avrei pensato, gli avrei risposto tranquillamente, “vabbè dai che problema c’è, se non ti si apre la terra sotto i piedi non succede nulla”.

Non è proprio cosi, ………. per niente proprio.

Provate a prendere un arbusto alto un paio di metri, afferratelo alla base e scuotetelo bello forte, osservate il movimento del fusto, stiamo parlando di due metri, osservate il comportamento, come ondeggia, di quanto si sposta in laterale la cima.

Beh moltiplicate il tutto per 30/40 alberi, altezza media 5/6 metri, aggiungeteci i rami orizzontali e immaginate che si piegano uno in un verso, ed uno in un altro incrociandosi in alto, provocando rumori fortissimi di stridii e rotture di rami o che si spezzino a metà, provate ad immaginare che piegandosi ed oscillando si intrecciano sopra di te e ti coprono la luce facendoti piombare improvvisamente al buio e subito dopo ti ritrovi di nuovo in piena luce mentre la terra ti trema sotto i piedi.

Non ho nessuna difficoltà a dire che me la sono fatta sotto, inginocchiandomi a terra accucciato con le braccia sopra la testa, a ripararmi da che? Che se si spezzava un fusto mi avrebbe frantumato prendendomi.

L’ho sentito il terremoto, lo conosco, ed ho paura.

Quella sera, quella maledetta sera, stavo aspettando mio figlio che veniva da Roma, sarebbe partito dopo finito il lavoro, ero sveglio. Avvisa che è arrivato e sta a Torrita.

OK, va bene, ma tanto sto sveglio lo stesso.

Verso le 3 sento vocii in mezzo alla piazza di Colle, mi affaccio e li vedo tutti li sulle panchine davanti al campanile, borbotto tra me e me, ma ok stanno li.

Alle 3:30 Axel che sta dormendo nel suo lettino si alza all’improvviso abbaiando, violentemente, correndo verso la porta di ingresso di casa di sopra, non è un comportamento usuale da parte sua.

Lo richiamo pure duramente, cavolo svegli tutto il paese così, torna sul suo lettino si mette giù ringhiando.

In quel momento a tutto pensi, sarà passato qualche animale o un altro cane vicino casa, avrà sentito qualcosa, pensi a tutto, non a quello che sta per succedere.

Poco dopo arriva quel bastardo, violento, assurdamente troppo più forte di te, che non ti permette di fare niente, e ti mette in condizione di ragionare a fatica.

Cerco di spingere Claudia dentro l’arcata della finestra, ma non ci riesco, mi tiro su e mi ributta giù sul letto sto bastardo, allora provo a spingerla con i piedi sempre verso l’arcata della finestra, mentre lei in pieno panico grida.

Cerchi di fare qualcosa mentre nella testa ti gira e rigira, mo finisce, mo finisce.

E invece non finisce mai, rallenta e poi ricomincia forse più forte di prima, non lo so, non riesco a ricordare bene, come per dire, ancora in piedi stai? Ti ho detto che devi venire giù.

Finalmente finisce, esci fuori, cosi come stai, esci fuori di nuovo in mezzo alla piazza, come tanto tempo fa, fortunatamente non fa freddo, o forse lo fa, ma non lo senti.

Rientri dentro per prendere qualcosa, scarpe, pantaloni, qualcosa, quello che riesci a prendere nel minor tempo possibile.

Ritorni in mezzo alla piazza, c’è paura c’è terrore.

Cerchi di calmare la gente, cerchi di rassicurare, ma dentro di te pensi, è finita?

Lo speri.

E invece no, dopo poco arriva un’altra botta, prendi sposti e fai spostare le macchine da sotto le case e le porti fuori dove non possa rimanere bloccato, fai uscire fuori dal paese la gente, cerchi di portarli in un posto sicuro.

Raggruppati tutti li, ti metti a guardarli in faccia, chi c’è e chi manca, e se manca, ndo sta?

Non c’è luce, i telefoni non funzionano, non sai che sta succedendo intorno, chi piange, chi sta fermo da una parte e guarda per terra, chi cammina inebetito guardandosi intorno.

Senti tonfi qua e la, e quando arriva a luce del giorno, dove senti il tonfo vedi alzarsi una nuvola di polvere.

Mi hai massacrato maledetto, mi hai levato parenti, amici, case, gioia, bellezza, serenità ed età.

Mi hai fatto male, malissimo, ma io non mollo, parto da solo e vengo li, per respirare il MIO paese, per vederlo, per accarezzarlo ferito.

Video di Andrea Capizzi

Farò di tutto per farti rinascere, ……………… io sono Colle.

 

Gianni